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giovedì 25 febbraio 2010

NETTUNO CITTA’ ANDICAPPATA


Dopo tanti anni di assenza dalla mia Nettuno, cioè da quando negli anni ’80, per motivi di lavoro all’estero, non l’ho più vissuta socialmente e amministrativamente, ho ritrovato una città completamente cambiata nel suo habitat strutturale e sociale e con dei grossi problemi che mi danno la sensazione che questa si sia trasformata in un corpo totalmente impedito di muoversi e di svilupparsi come tutte le cittadine moderne e turisticamente attraenti.
Dal punto di vista storico e ambientale, con una costa marina che ha ben poco da invidiare alle località più famose, Nettuno, insieme alla vicina Anzio, potrebbe rappresentare veramente un importante polo di attrazione turistica con grande beneficio di tutti gli imprenditori locali. Purtroppo manca di ricettività alberghiera e il sistema viario rende invivibile il centro cittadino.
La città è esplosa demograficamente, con una moltitudine di giovani che affollano nelle calde serate estive il borgo ed il lungomare. Ma questa situazione, a cui si aggiungono anche giovani provenienti da località limitrofe, è diventata talmente “vivace” da rendere difficile il controllo delle intemperanze giovanili, come dimostrano tristi fatti di cronaca, complici le troppe birrerie e pub all’interno del borgo medievale. Si è un po’ esagerato!
La città è esplosa anche nella sua configurazione edilizia con la nascita di quartieri sovraffollati, privi di spazi necessari per una serena convivenza sociale e con strade intasate in ogni lato da automobili che impediscono uno scorrimento viario veloce. Non è affatto una scusante dire che è stato rispettato il vecchio piano regolatore generale che risale nientemeno che agli anni ’60(?).
Conseguenza di tutto ciò è che dopo aver girato mezzo mondo e desiderato di tornare a vivere nel mio paese d’origine, mi sono trovato di fronte ad una cittadina sviluppatasi in maniera irrazionale e caotica socialmente e strutturalmente. Non so proprio se a questo punto sono possibili delle correzioni; troppo grossi danni sono stati fatti. Lo sviluppo fisico e mentale di un essere umano, così come di una comunità, deve essere sempre accompagnato da interventi correttivi che sappiano valorizzare le potenzialità intrinseche. Nettuno ce ne aveva, e come, di potenzialità! Sembra invece che è stato fatto tutto il contrario con “varianti” e concessioni di ogni tipo che hanno privilegiato interessi economici di parte e non un razionale sviluppo infrastrutturale e insediativo. Ha fatto comodo non approvare un nuovo piano regolatore generale, tanto si può andare avanti a forza di varianti!
Prendiamo ad esempio l’assetto viario dove predomina lo “scorrimento ad imbuto”. L’unica via che congiunge i lati est ed ovest della città passa forzatamente per piazza Mazzini ed il lungomare, con grave inquinamento acustico e ambientale. Per evitare questo perenne intasamento centrale e poter andare all’altro lato della città si è costretti a destreggiarsi nelle viuzze interne, piene di macchine in sosta ovunque, fino a poter raggiungere i vialoni di Diaz e La Malfa, primordiali tratti di un presunto anello stradale. Che fine ha fatto questo anello di scorrimento? Chi ha avuto la temerarietà di proporre e/o di accettare varianti su questo indispensabile anello stradale?
La stessa mania delle costruzioni con guadagno immediato ha impedito la realizzazione di strutture turistico-alberghiere, necessarie allo sviluppo turistico di una località. Che fine hanno fatto le sia pur poche locazioni alberghiere previste a suo tempo nel vecchio piano regolatore? Anche in questo caso le varianti sono state concesse da tecnici e amministratori senza scrupoli con troppa facilità. Nessun incoraggiamento o incentivo è mai stato concesso ad alcuni pochi volenterosi imprenditori che volevano costruire alberghi. In alcuni casi, se ben ricordo, sono stati addirittura contrastati. Per il momento il Sindaco ha fatto bene a non dare la delega al turismo ad un assessore. Questi, non avendo la possibilità di presentare agli operatori del settore un’offerta turistica adeguata e interessante per la domanda turistica nazionale ed internazionale, non potrebbe fare altro che l’assessore alla “ricreazione cittadina”. Cosa che invece sarebbe demandata per statuto alla Pro Loco. Occasioni come gli incontri di gemellaggio, i mondiali di base ball e tante altre iniziative di buon livello sono vanificate se non sono accompagnate da un’efficace promozione per la diffusione di pacchetti turistici integrati, accorpati ai servizi per il soggiorno e la mobilità, e con un ambiente piacevole ed accogliente.
Voglio essere sincero. Nettuno, alle condizioni attuali, non è in grado di offrire tutto quanto è necessario all’accoglienza del “forestiero”. Ma ciò che ancora è più grave non offre ai propri cittadini quell’ambiente sano e ideale per una piacevole convivenza, nonostante le proprie bellezze naturali e monumentali unite ad un clima meraviglioso. Probabilmente, grazie all’abitudine che a lungo andare predomina sull’insofferenza, non tutti avvertono queste situazioni di disagio che sente invece chi viene da esperienze di altri paesi.
Questa mia lettera non vuole essere polemica, né tanto meno politica, avendo rinunciato a far parte attiva di qualsiasi schieramento politico da molto tempo. Per amore della mia città ho voluto evidenziare tutto questo, ponendo anche un titolo provocatorio, proprio per scuotere dal torpore l’attuale classe dirigente, maggioranza e minoranza, affinché si appronti da subito, senza interferenze di parte, una terapia d’urto che affronti innanzitutto i problemi strutturali, di cui ho brevemente accennato, per poi continuare con interventi mirati nel migliorare la viabilità, con adeguati parcheggi ed isole pedonali che sappiano limitare il continuo flusso di macchine nel centro cittadino e ricreare un armonioso clima di socialità e di vivibilità. Purtroppo tale clima è stato deteriorato anche a causa delle note vicende che hanno portato allo scioglimento del Consiglio Comunale e alla conflittualità con la Nettuno Servizi; vicende che hanno privato per troppo lungo tempo la governabilità cittadina di una democratica e legittima rappresentanza, nonché dei mezzi finanziari necessari. Sono consapevole che sto dicendo nulla di nuovo per i politici locali, ma è bene che qualcuno comici a parlarne e che si apra un dibattito costruttivo sui problemi strutturali di fondo.
Nettuno ha tutte le potenzialità, materiali ed umane, per ricominciare ad essere veramente la Perla del Tirreno. Ci vuole tempo e coraggio, ma dobbiamo farcela!
Parafrasando un noto gruppo di facebook, sono “orgoglioso di essere nettunese”

Pio Trippa

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