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giovedì 25 febbraio 2010

PER UN ADEGUATO SVILUPPO TURISTICO DI ANZIO E NETTUNO

Proseguo la mia serie di considerazioni sul secondo fattore di attrazione, di cui ho parlato nel mio precedente articolo, e sulle potenzialità e sulle possibilità di sviluppo turistico del nostro territorio con la speranza che risultino di una qualche utilità a chi ne è interessato. Mi perdonino i “cugini” di Anzio se mi intrometto nelle loro faccende turistiche. Personalmente, avendo lavorato nella promozione del turismo per tanti anni in Italia e all’estero, mi sento in dovere di consigliare qualche possibile di strategia di marketing turistico per questa nostra zona che, credo, abbia tanto bisogno di organizzarsi in questo settore e di appropriati interventi strutturali e promozionali per uscire dalla concezione di turismo nostrano delle sole sagre e delle feste patronali. Ad onor del vero, Anzio essendo stata, nel passato, sede di una Azienda di Promozione Turistica ha saputo diffondere tra la cittadinanza e soprattutto tra gli operatori locali una maggiore predisposizione all’organizzazione dei servizi e dell’accoglienza. Ora però la solo buona volontà non basta, viviamo in un mondo globalizzato dove i mezzi di comunicazione, reali e virtuali, ci trasportano facilmente presso altri lidi. Propagandare soltanto la bellezza del proprio clima e delle proprie spiagge, come facevano alcuni Assessori regionali in trasferta all’estero, non è più sufficiente. La concorrenza è mondiale. Ciò che occorre è sapersi reinventare, come hanno già fatto Rimini e Riccione, creando un sistema di attrazioni che sappiano suscitare l’interesse del potenziale turista e saper offrire qualcosa di concreto all’operatore che deve vendere la destinazione.
Prendiamo per esempio il turismo balneare, che ci interessa direttamente. Esso è stato nel recente passato il principale fattore di traino per lo sviluppo del turismo di massa. Ma oggi, nell’era della globalizzazione dei mezzi di comunicazione, tutte le destinazioni costiere fanno fatica a mantenere il ritmo nazionale di crescita dei flussi turistici, soprattutto quello degli stranieri. La vacanza al mare è la tipologia che ha maggiormente subito il cambiamento del modo di fare turismo. La destinazione balneare è interessante nella misura in cui ha qualcosa in più da offrire e da fare. Questo nuovo atteggiamento del turista, sempre più esigente, deriva da una maggiore informazione e auto-confidenza nell’approfittare il più possibile della vacanza. Il mare è senz’altro un luogo piacevole da frequentare, fondamentale per le attività nautiche e sportive che vi si possono svolgere, ma esso da solo non basta più. Il turista moderno si aspetta di trovare un’attività da svolgere, sia strettamente legata all’ambiente marino che alla possibilità di visitare nel territorio luoghi storico-artistici, partecipare ed assistere ad eventi culturali e godere di una buona gastronomia. Insomma, il turista moderno ha bisogno di riempire il proprio tempo approfittando al massimo delle opportunità che la località è in grado di offrire. E ciò anche perché la vacanza è diventata sempre più breve.
Recenti indagini motivazionali hanno dimostrato che gli elementi che devono caratterizzare l’offerta territoriale, oltre ovviamente alla presenza di ottimi alberghi e servizi logistici, sono il patrimonio culturale materiale (monumenti, arte, architettura, musei, ecc.) ed immateriale (storia, tradizioni, modo di vivere della popolazione in un ambiente sociale sereno ed accogliente), in cui il mare rappresenta un importante elemento di valore aggiunto.
A seguito di queste considerazioni di ordine generale, direi che le città di Anzio e Nettuno posseggono abbondantemente questo patrimonio culturale; ma per poter avere successo nei vari mercati, nazionali ed internazionali, hanno bisogno di rinnovare il proprio prodotto turistico, prendendo atto della carenza di strutture ricettive e delle infrastrutture logistiche, con un sistema viario, soprattutto per Nettuno, completamente caotico nei mesi estivi, nonché della mancanza di una organizzazione comprensoriale, chiamata Sistema Turistico Locale, in grado di pianificare lo sviluppo di tutta la zona e di coordinare le attività promozionali in modo da evitare il sovraffollarsi di tutti quegli eventi, a volte anche un po’ troppo chiassosi, che spesso scacciano invece di attirare il turista.
Il percorso strategico che mi permetto di consigliare consiste nel definire il modello che si intende raggiungere e nell’organizzare infrastrutture e servizi in grado di creare un sistema che possa competere con l’attuale agguerrita concorrenza, proponendo un ambiente accogliente, un numero adeguato di posti letto, una facile accessibilità e movimentazione territoriale, un’ottima organizzazione e capacità commerciale ed una facile fruibilità delle risorse culturali e monumentali. Le opportunità da cogliere e valorizzare nella nostra zona, in grado di formare pacchetti turistici, sono molte: i porti turistici con tutte le possibili attività sportive legate alla nautica, comprese le regate internazionali; i vari gemellaggi con città straniere che non si limitino a simbolici scambi di delegazioni comunali ma che coinvolgano tutti gli operatori del settore per la presentazione di proposte concrete; maggiore valorizzazione e pubblicizzazione dei musei territoriali; maggiore coinvolgimento a livello nazionale ed internazionale degli sport praticati con successo, come per esempio il baseball; creare un evento internazionale che ricordi lo sbarco degli alleati durante la seconda guerra mondiale e faccia dei cimiteri monumentali luoghi di visita turistica abbinata al soggiorno; creare intorno al Santuario della Madonna delle Grazie e di Santa Maria Goretti interesse al pellegrinaggio religioso; enfatizzare e pubblicizzare meglio a livello regionale l’aspetto tradizionale delle feste patronali della Madonna delle Grazie e di Sant’Antonio; creare una serie di itinerari turistici dei due centri storici e delle zone limitrofe, come Torre Astura e Ninfa (quest’ultima molto conosciuta ed amata nel mercato inglese); predisporre un itinerario eno-gastronomico in cui possono essere incluse anche le varie sagre culinarie; non ultimo un collegamento diretto con l’importante polo di attrazione turistica rappresentato da Roma in grado di offrire soggiorni nella nostra zona ed escursioni giornaliere verso la Capitale.
Per valorizzare e promuovere tutto questo patrimonio materiale e immateriale - elenco ovviamente non esaustivo - occorrono progetti, come la Costa dei Miti già predisposto dall’Assessorato al turismo del Comune di Anzio, nel quale sono stati coinvolti i Comuni della costa sud di Roma, da presentare ai potenziali turisti sia attraverso ogni possibile mezzo di comunicazione che in occasione di fiere e workshop specificatamente interessati alla nostra tipologia d’offerta.

Pio Trippa

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