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giovedì 25 febbraio 2010

IL SISTEMA TURISTICO ANZIO-NETTUNO E I COLLEGAMENTI CON LA CAPITALE

Nella mia precedente lettera-articolo pubblicata da questo giornale ho scritto dei gravi problemi struturali di cui soffre la citta´ di Nettuno, con particolare riferimento a quelli viari. Le cause vanno ricercate molto lontano nel tempo allorquando si è cominciato a dar mano a tutta una serie di varianti che hanno alterato l’originario impianto stradale del piano regolatore generale. Ci sono però altre deficienze strutturali viarie che riguardano non solo Nettuno ma tutta l’area a sud della provincia di Roma, le quali hanno impedito un adeguato sviluppo economico e turistico rispetto alle potenzialità delle città di Anzio e Nettuno.
Negli anni ´70 era stato proposto dai Comuni rivieraschi il raddoppio della Pontina. Purtroppo, l’allora presidente della Regione Lazio, se ben ricordo già sindaco di Marino, si oppose a questo progetto perché voleva limitare l´afflusso di vacanzieri verso la costa e dirottarlo, così, verso le aree interne. Questo fu un grande errore perché la gente, nonostante l’intasamento estivo e dei fine settimana, ha continuato ad andare al mare servendosi della Pontina. Oggi, questa è tra le strade più pericolose e più intasate del Lazio, soprattutto nei fine settimana.
Altro esempio eclatante è il mancato raddoppio della linea ferroviaria Aprilia-Nettuno, che tanti disagi ancora sta creando ai pendolari che sempre più numerosi si servono del treno per raggiungere la capitale. Questo raddoppio avrebbe reso i collegamenti più veloci e senza l’attesa delle coincidenze.
Non saprei dire se l’insuccesso di queste due importanti opere strutturali sia dipeso da una non sufficiente forte volontà unitaria tra i comuni di Anzio e Nettuno o, meglio, da una loro debolezza politica nei confronti delle istituzioni superiori.
Inoltre, a seguito della speculazione edilizia locale che imperversava e non lasciava nessuno spazio alla ricettività alberghiera, il cui investimento, come si sa, richiede maggior tempo per dare buoni margini di guadagno, è venuto maggiormente a svilupparsi il turismo residenziale, ovvero della seconda casa, che ha ancora di piu’ intensificato il traffico pendolare di fine settimana.
Inizialmente, lo sviluppo turistico residenziale della seconda casa fu salutato con piacere dagli operatori locali per il consistente afflusso di capitali, ma col passare degli anni ci si è resi conto che questo tipo d’investimento comportava un aggravio dei costi ordinari di manutenzione e dei servizi infrastrutturali di approvvigionamento e di smaltimento, oltre ad un mancato ricambio delle presenze che ha portato ad un depauperamento del flusso turistico vero e proprio.
Come conseguenza delle difficoltà di collegamento i comuni di Anzio e Nettuno non hanno avuto la possibilità di sfruttare a pieno la vicinanza della capitale, che nel frattempo invece guadagnava successi come destinazione turistica. La vicinanza con il grande polo di attrazione turistica rappresentato da Roma ci avrebbe dato una marcia in più come destinazione complementare se avessimo avuto la possibilità di trasformarla a doppio senso. La città di Roma ha sempre rappresentato per le aree satelliti, come ci mostra la distribuzione a raggiera delle strade consolari, un grande snodo di arrivo e di diffusione del movimento commerciale e ‘turistico’. Per questa nostra zona, importante esempio è la cosiddetta “strada romana” del periodo imperiale che collegava Roma con l’antica Antium, permettendo così ai patrizi romani di villeggiare lungo la costa.
Negli ultimi anni, quasi tutti i piani di sviluppo regionale hanno posto grande attenzione e risorse per lo sviluppo turistico dei territori limitrofi alla capitale, senza tuttavia essere sfruttati sufficientemente dalle amministrazioni locali.
La regione Lazio, con l’ultima riorganizzazione del Sistema Turistico Laziale che ha soppresso le benemerite Aziende di Promozione Turistica, ha rivalutato il principio dei comprensori composti da più aree omogenee con la costituzione dei Sistemi Turistici Locali. Mi sembra, però, che quasi nulla è stato fatto per la loro localizzazione e istituzione.
In attesa che gli interessi politici spingano alla creazione di questi organismi, dove pubblico e privato sono chiamati a svolgere un’importante azione di programmazione integrata per lo sviluppo turistico del territorio, sono convinto che, comunque, un’azione concertata tra i comuni di Anzio e Nettuno, a cui possono aggiungersi Ardea e Pomezia per omogeneità di offerta, sia urgente e indispensabile. Lodevoli iniziative private, come il consorzio Mare di Roma, sono state già da tempo realizzate con apprezzabili risultati. Ma quello che maggiormente occorre è una maggiore sinergia tra i comuni interessati ed i privati. I loro compiti sono distinti ma complementari: il pubblico deve programmare e realizzare gli interventi infrastrutturali ed incentivare gli investimenti, oltre a promuovere nelle sedi opportune l’immagine della destinazione, mentre il privato deve realizzare le strutture operative ed i servizi collegati, e saperli poi vendere anche grazie agli sforzi promozionali degli enti pubblici.
Pertanto, senza ulteriori indugi nell’aspettare la costituzione del Sistema Turistico Locale, i comuni costieri, interessati allo sviluppo turistico del loro territorio, dovrebbero unire i loro sforzi per pretendere un sistema viario all’altezza dei tempi moderni ed una comunicazione ferroviaria più efficiente, in modo anche da evitare dinieghi vari come la mancata approvazione del nuovo porto di Anzio a causa della mancanza di adeguati collegamenti con il retroterra. Inoltre dovrebbero presentare proposte concrete e lungimiranti per le necessità attuali e future, con una programmazione territoriale che individui in ciascun comune, qualora già non l’avessero fatto, una o più zone da destinare ad edilizia ricettiva, anche nelle diverse tipologie, con infrastrutture complementari per la cultura, lo sport e l’intrattenimento che sappiano fungere da polo di attrazione turistica.
Salvo alcune eccezioni manchiamo spaventosamente di buoni alberghi lungo la costa. Gli alberghi di livello superiore fungono sempre come richiamo di attrazione turistica per tutta la zona.
Solo dopo questa importante fase che riguarda la predisposizione di una buona offerta turistica, i comuni interessati, insieme agli operatori, possono predisporre un piano di promozione unitario con pacchetti turistici che abbinino il godimento del mare, della nautica da diporto e della balneazione, compreso il parco acquatico di Pomezia, alla fruizione dei numerosi siti archeologici che sono sparsi in tutta l´area costiera, nonché agli interessanti musei locali già realizzati, oltre ad una serie di itinerari eno-gastronomici. Se tutto questo viene integrato con l’offerta turistica di Roma e presentato agli operatori turistici internazionali attraverso la partecipazione a workshop specifici di questa tipologia d’offerta, c’è la speranza di vedere nella nostra zona molti più turisti stranieri, con maggior soddisfazione di tutti noi.

Pio Trippa
Gia’ Dirigente ENIT-Agenzia Nazionale del Turismo
Consigliere comunale dal 1970 e Assessore al turismo dal 1975 al 1980

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