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giovedì 25 febbraio 2010

IL MARKETING TURISTICO E LA MANCATA PARTECIPAZIONE DI ANZIO E NETTUNO AL WTM DI LONDRA

Ho letto con particolare interesse l’articolo che lamenta la mancata partecipazione delle città di Anzio e Nettuno al World Travel Market di Londra. Tale fatto ha giustamente ferito l’orgoglio di due località turistiche che vantano una lunga tradizione in questo importante settore economico, soprattutto per quanto riguarda l’offerta di turismo balneare.
Ho notato che le reazioni dei responsabili comunali sono state differenti a seconda del colore politico delle due amministrazioni. Dispiaciuti, ma nessun rancore nei confronti delle scelte della Regione Lazio da parte del Comune di Nettuno, forte disappunto dal Comune di Anzio.
Secondo la mia esperienza pluriennale quale direttore dell’Ufficio di Londra dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo e come organizzatore di uno stand di 1.600 mq. che ospitava tutte le Regioni italiane, l’esclusione di due importanti destinazioni turistiche come Anzio e Nettuno dalla campagna promozionale “Tutto il Lazio è paese”, merita una valutazione ed un maggior approfondimento non riconducibili a scelte politiche ma a criteri obiettivi di marketing turistico.
Innanzitutto occorre capire cosa è il World Travel Market. Esso non è altro che una fiera destinata, non al grande pubblico, ma agli operatori del settore, dove gli organizzatori della domanda, cioè coloro che confezionano i pacchetti turistici, che poi saranno venduti attraverso le agenzie o siti internet, incontrano l’offerta alberghiera e dei servizi turistici. Gli enti pubblici del turismo che rappresentano i vari paesi del mondo, con la partecipazione degli enti territoriali, come le Regioni nel caso dell’Italia, invitano gli operatori dell’offerta turistica ad essere presenti con i loro prodotti. Solo così l’incontro tra la domanda e l’offerta è in grado di generare i programmi per i viaggi e le vacanze. Il ruolo degli enti pubblici territoriali, come le Regioni, le Province ed i Comuni, è essenzialmente quello di facilitare tali incontri con la presenza dei propri operatori e di curare l’immagine della destinazione con conferenze stampa di presentazione e con campagne pubblicitarie.
Nei principali paesi turistici vengono organizzate molte fiere, di cui alcune riservate esclusivamente agli operatori del settore, chiamate anche workshop, come il WTM di Londra, mentre la maggior parte sono destinate al grande pubblico dove vengono distribuiti una grande quantità di opuscoli informativi utili alla scelta della vacanza. In Italia ogni Regione pretende di avere il proprio workshop focalizzato sulla tipologia d’offerta prevalente nel territorio, creando però problemi a chi come noi dell’ENIT deve invitare gli operatori stranieri, non sempre disponibili per i troppi e frequenti eventi della medesima tipologia.
Per tornare al casus belli del WTM di Londra è comprensibile l’irritazione per la mancata presenza di Anzio e Nettuno nella lista delle sagre e feste patronali diffuso durante tale evento, meno comprensibile la mancata presenza dei rappresentanti pubblici che spesso in gran numero affollano gli stand senza poter essere utili per via della poca conoscenza della lingua inglese e di cosa dover offrire. Essere inseriti in questa lista non è sufficiente a suscitare l’interesse dell’operatore straniero per la destinazione. L’operatore inglese o di altro paese sa bene che il turista non viene ad Anzio o a Nettuno perché qui si fa la sagra del pesce o del fungo porcino. Ben altri e più complessi sono i fattori di attrazione che motivano la scelta della destinazione, come le caratteristiche tipologiche dell’offerta territoriale: balneazione, nautica, siti monumentali, archeologici e religiosi, nonché l’organizzazione dell’offerta dei servizi dell’accoglienza e la loro accessibilità e fruibilità, a cui possono anche aggiungersi motivazioni secondarie e complementari, come le feste patronali, le sagre e l’enogastronomia.
Anzio e Nettuno hanno nel proprio territorio una ricca e variegata offerta territoriale che nel passato, al tempo dell’impero romano e già fin dall’inizio del ‘900, attraeva un consistente numero di villeggianti romani durante la stagione estiva. Purtroppo le due località non sono mai riuscite a decollare stabilmente sui mercati internazionali, salvo alcuni ottimi tentativi promossi dall’allora Azienda di Promozione Turistica di Anzio, con risultati però modesti. Attualmente, gli unici turisti stranieri che si vedono sono di passaggio, con visite lampo al santuario di Santa Maria Goretti ed ai due Cimiteri monumentali, americano e inglese, oltre a pullman di turisti dall’Europa dell’est che si trattengono solo per dormire low cost.
Ciò che manca invece alle due pregevoli cittadine è il secondo fattore di attrazione, quello cioè del soggetto istituzionale preposto al coordinamento delle attività promozionali e di marketing territoriale, nonché dell’accessibilità e fruibilità dell’accoglienza. Di questo ne parlerò in un prossimo articolo.

Pio Trippa

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